Paola Bonora




Ad primo sguardo l’opera dell’artista ci mostra una strada, la sua strada.

Fotografia, cianotipia, disegno con stratificazioni, interventi materici e tecniche miste: tutto concorre a interpretare lo spazio vissuto come metafora delle nostre architetture fisiche e mentali.

I linguaggi modulano un racconto, si intersecano, si sovrappongono, creando rimandi a un dove,    a un come. Il qui e ora, fermato nella topografia di una mappa, nello scatto, nel segno, si mette in relazione con altri qui, altri ora, e insieme alle incursioni di oggetti quotidiani (un pettine, una molletta, una seggiola sfondata, un vaso…) traccia una geografia di luoghi e di oggetti, una mappatura che include, mette in comunicazione, condivide; crea, infine, nuovi spazi, nuove visuali, in cui il quotidiano, ciò che in apparenza è secondario, guadagna il primo piano.

Le opere esposte si muovono nella direzione di una ricognizione e mappatura di ambienti.               I soggetti rappresentati si sviluppano definendo una corrispondenza tra un luogo intimo, familiare,  e uno spazio universale, sempre diverso e nomade. Anche la scelta tecnica di stampa della cianotipia, il suo blu profondo, rappresenta “l’impressione”, la distanza e l’imprevisto.

L’Artista, quindi, traccia per sé e per noi un percorso, una mappa personale che diventa collettiva, che mentre seleziona fa riflettere, che ci porta verso l’ascolto di ciò che non fa rumore, gradualmente, dal bianco e nero verso il blu oltre-mare.

C.C. con S.C.